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L’adolescenza è un periodo di forti cambiamenti, di crescita e di scelte importanti.

È caratterizzata dai mutamenti fisici, sessuali e psicologici. In questa fase del ciclo di vita vi sono processi di sviluppo diversi: l’avvento della pubertà, le trasformazioni del corpo, l’acquisizione del pensiero astratto operativo formale, il disinvestimento dei legami infantili e lo sviluppo dell’identità. Tutte queste trasformazioni, portano il ragazzo ad affrontare un “lutto” che può definirsi normale. 

I cambiamenti puberali, che inizialmente sono vissuti come estranei ed esterni al ragazzo, che portano con se il sentimento del “perturbante”, lo accompagnano verso l’accesso alla genitalità. Questa nuova immagine di sé dovrà essere integrata nella mente del giovane e ciò implica poter far subentrare la realtà genitale, ed essa comporta   una scelta importante per l’identità sessuale:  “Essere donna oppure uomo?”

Questa “crisi d’identità” è anche relativa alle vecchie identificazioni infantili, con se stesso e con gli altri, si cercano quindi nuovi “oggetti” con i quali identificarsi (il gruppo dei pari, l’amico del cuore, adulti esterni alla famiglia). L’adolescente quindi, deve avere la capacità di sciogliere per poi riallacciare i legami antichi al fine di renderli attuali (R. Cahn, 2000). In questo periodo, infatti, cambia il bisogno di accudimento che il ragazzo ha da parte dei genitoriHa l’esigenza e il desiderio che essi lo sostengano anche in questa fase di vita, rispondendo però in modo appropriato alle nuove esigenze e alle angosce che egli manifesta.

I genitori quindi, permangono come “base sicura”, specialmente nei momenti di forte difficoltà, ma si riattiva una rinegoziazione dei ruoli e delle posizioni all’interno della famiglia, sia da parte dei figli che da quella dei genitori.

Il gruppo dei pari in questo periodo rappresenta un grande sostegno per il ragazzo poiché, nel gruppo, soddisfa il bisogno di sicurezza e di identità, aderendo a modelli diversi da quelli proposti dalla famiglia, rafforza la sua autostima, lo rende più forte, perché non solo in questo momento così delicato.

Psicopatologia 

Il breakdown evolutivo (M. Laufer, 2004): è un rifiuto inconscio del corpo sessuato e il concomitante senso di passività di fronte alle esigenze derivanti da questo corpo. Si tratta di un arresto del processo di integrazione dell’immagine del corpo fisicamente maturo, e della rappresentazione che l’adolescente ha di se stesso. La visione distorta del proprio corpo e di sé, si esprime con odio e vergogna. La gravità del breakdown e le sue conseguenze sono determinate dal significato inconscio che l’adolescente da a questo corpo sessuato e dall’entità delle difese che mette in atto.

 

Psicopatologia 

Il breakdown evolutivo (M. Laufer, 2004): è un rifiuto inconscio del corpo sessuato e il concomitante senso di passività di fronte alle esigenze derivanti da questo corpo. Si tratta di un arresto del processo di integrazione dell’immagine del corpo fisicamente maturo, e della rappresentazione che l’adolescente ha di se stesso. La visione distorta del proprio corpo e di sé, si esprime con odio e vergogna. La gravità del breakdown e le sue conseguenze sono determinate dal significato inconscio che l’adolescente da a questo corpo sessuato e dall’entità delle difese che mette in atto.

 

Il breakdown adolescenziale può manifestarsi con l’estraniamento dai coetanei, con la masturbazione coatta accompagnata da manifestazioni sadiche o perverse.  improvvise aggressioni nei confronti del genitore edipico, fobia della scuola,  diniego dei cambiamenti puberali, lesioni o danni al corpo, tentativi di suicidio.

 Prevenzione 

Pertanto, è utile dare ascolto alle parole o ai silenzi dell’adolescente e cercare di intervenire lì dove si è creata una falla nel processo evolutivo.

“Se tutto si prepara nell’infanzia, se non nella primissima infanzia, forse addirittura nei primissimi giorni di vita, tutto si gioca nell’adolescenza (E. Kestemberg 1984)”.